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Buon fine anno e buon inizio.
Stamattina lucernari di casa ghiacciati esternamente, anche le macchine parcheggiate erano coperte da un notevole strato bianco, tre gradi sopra lo zero e le prime vere difficoltà a usare la moto senza copertina.
Sul terrazzino di casa le nostre nuove piante avranno cominciato a sentire anche loro un po' di freddo, ma dovrebbero essere abituate, un acero palmato e un pino mugo.
A proposito di pino mugo, non vedo l'ora di vedere (speriamo le faccia) le pignette, quelle che immerse in una buona grappa aromatizzano alla grande. La prima grappa al mugo che ho assaggiato l'ho bevuta qualche anno fa in montagna, vicino a Madonna di Campiglio. Su per i boschi mi ricordo che avevamo fatto, in un'area attrezzata appositamente, la polenta con i paioli appesi ai trespoli su fuoco di legna, avevamo cotto la carne su lastroni di pietra e mangiato formaggio di alpeggio. Dopo tutto questo spettacolo ci siamo bevuti quella grappa che non ho dimenticato, un gusto e un aroma che non ho più riassaporato.
Notevole lo stile narrativo (sempre in prima persona con uno stratagemma delizioso), molto originale la trama e decisamente vasto il lessico utilizzato dall'autore.
Un thriller raccontato da uno scrittore molto simile ad un poeta che meritatamente ha raggiunto il più ambito premio letterario. Nobel per la Letteratura 2006.