utente anonimo in INTENSA
utente anonimo in INTENSA
utente anonimo in INTENSA
utente anonimo in INTENSA
utente anonimo in INTENSA
utente anonimo in INTENSA
utente anonimo in INTENSA
utente anonimo in INTENSA
utente anonimo in INTENSA
utente anonimo in INTENSA
ALBUMS FLICKR
bluenote milano
coupethetheatre
fotoblog chromasia
fotoblog daily dose of imagery
il blog di albe
il blog di blackbird
il blog di drake
il blog di fabulus
il blog di jamo
il blog di milli
incognito
MARCO PANTANI
ricette cavoletto
slowfood
webcam STELVIO
YOIDA BAND
visitato *loading* volte

La settimana che mi sono lasciato alle spalle non è stata solo una semplice settimana di ferie. E' successo di tutto. E' quel classico corto ciclo di giorni nel quale capita ciò che dovrebbe accadere in un periodo normalmente più lungo. Il preludio alla vacanza era stato per così dire difficoltoso: nervosismo a mille per i preparativi e per la stanchezza accumulata, il nostro nipotino che si è rotto un braccio due giorni prima di partire e la rinuncia di Vivi e Fabulus a venire in vacanza, ma poi partenza con spirito giusto, positivo, spensierato. L'Isola d'Elba è meravigliosa, soprattutto in mesi non affollatissimi. Il tempo è stato tutto sommato buono con un paio di giorni variabili. Decisamente non si può dire un'estate torrida, e per come sono fatto devo dire la mia estate ideale finora. Odio profondamente sentirmi sudaticcio a tutte le ore, mentre adoro le giornate ventose anche se più freddine. Amo tantissimo il mare freddo che quando ti immergi ti devi muovere.
Lunedì scorso ho ricevuto, mentre tornavo dalla spiaggia, la telefonata che aspettavo da mesi: propostone da un'altra banca dove avevo sostenuto tre colloqui. Decisamente sopra ogni attesa i dettagli dell'offerta per trasferirmi da loro nel giro di poco. Fin qui tutto bene, ma martedì notiziaccia: una nostra cara amica ci ha lasciato dopo mesi di sofferenze per leucemia. E' calato il buio e il mondo intorno a me ha cambiato veste, anche se ero in un bel posto non sono riuscito a vedere cose buone per un po' e il dispiacere era davvero forte. Ma a rischiarare il momento è arrivato un incontro insperato e fortuito con vecchi amici che non vivono più a Milano da anni. Mentre percorrevamo un sentiero per una spiaggia ci siamo incrociati ed è stato bello. Con Massimo ho parlato come con un amico che vedo tutti i giorni, per merito suo, del suo modo di essere. Aveva con se una canna da pesca, ci siamo messi a lato della spiaggia e pescando abbiamo chiaccherato di tante cose. E' una persona che fa sentire a proprio agio chiunque, che si interessa veramente di quello che dici, che si stupisce e sa stabilire un contatto immediato. Fossero tutti così i medici! La loro famiglia è spettacolare, i suoi figli sono incredibili e senti che amano la vita perchè hanno imparato ad amarla dai genitori. Sara e Massimo sono stati in Burundi anni fa come medici volontari e hanno adottato due bambine etiopi. Credo di poter dire che per molti aspetti la loro rispecchia il mio ideale di famiglia. Mi ha riempito il cuore di gioia incontrarli e passare con loro un paio di giorni della vacanza che per poco non avremmo dovuto neanche fare.